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lunedì 13 luglio 2015

I LAVORI DELLA PISCINA AFFIDATI A UN'IMPRESA LEGATA ALLA CAMORRA


 
Apprendiamo che l'impresa AGM COSTRUZIONI SPA aggiudicataria dell'appalto per la realizzazione della piscina comunale è stata posta sotto sequestro dall'Autorità Giudiziaria con l'accusa di associazione a delinquere di stampo camorristico in quanto controllata dalle famiglie Schiavone e Zagaria.

Per merito della Magistratura e delle Forze dell'ordine i cittadini di Altopascio possono tirare un sospiro di sollievo perché finalmente verrà bloccato il contratto di appalto firmato dal Comune con la suddetta ditta  casertana. 
Per noi è sempre stato evidente che la ditta aggiudicataria non aveva né l'esperienza imprenditoriale né i mezzi finanziari per una operazione di questa rilevanza (dell'importo di circa sei milioni di euro). Molti gli aspetti e i passaggi controversi che, in tempi non sospetti, abbiamo segnalato alla Prefettura: in primis i contenuti del contratto, tutt’ora in essere, per cui il Comune sarebbe risultato garante verso le banche per l'intero importo dei lavori. Una società, la agm costruzioni, che negli anni ha cambiato veste varie volte, tra cui una s.r.l. con 10.000 euro di capitale neanche versato interamente. 
Ci domandiamo altresì perché, la scorsa estate, una volta che la società Agm era entrata in liquidazione volontaria, l’amministrazione, dopo aver sentito il parere di un autorevole avvocato, avesse deciso un procedimento di annullamento in autotutela poi però interrotto bruscamente dopo aver ricevuto una lettera dal legale della società, che per un gioco di coincidenze è risultato essere anche cugino del segretario comunale di Altopascio. Sono domande semplici, alle quali finora non si è saputo rispondere. 

A questo punto ci attendiamo che l'intervento dell'Autorità Giudiziaria ponga fine ai rapporti intercorsi in questi anni tra il Comune di Altopascio e la AGM Costruzioni, e si certifichi così il definitivo fallimento di questo progetto faraonico e insensato che poteva porre il nostro Comune in una pericolosa trappola nelle mani della criminalità organizzata.







 Sara D'Ambrosio,
capogruppo Pd in consiglio comunale

sabato 15 dicembre 2012

La tenenza è un alibi per restare immobili




Tra una polemica con i commercianti e una stangata sull'Imu, ecco che il sindaco Marchetti corre ai ripari e, per giustificare l'immobilismo della sua amministrazione, torna nuovamente sul progetto della tenenza. Ormai sono anni che questa notizia rimbalza sui quotidiani, ma per ora niente di concreto è accaduto.
Non neghiamo che quest'opera, rappresenterebbe un buon deterrente per combattere il problema della sicurezza; ciononostante non può e non deve essere l’unico perché ci sono comunque interventi che un’amministrazione può porre in essere senza dover aspettare pareri e autorizzazioni di altri enti.
Cercando di farsi carico anche dell’immobilismo dell’Amministrazione, ma soprattutto della crescente sensazione di insicurezza dei cittadini, nei mesi scorsi abbiamo incontrato il Prefetto, ed inoltre, in consiglio comunale abbiamo avanzato una serie di proposte rimaste inascoltate: dalla repressione dei reati al controllo del territorio, andando a colmare la grave carenza di organico di agenti di polizia municipale.
Dalla riqualificazione urbanistica del centro e delle periferie, potenziando prima di tutto l’illuminazione pubblica e l’arredo urbano, alla riduzione della marginalità e dell'esclusione sociale tramite la creazione di organismi rappresentativi delle comunità straniere. Dalla prevenzione della devianza giovanile, alla promozione di politiche per l'integrazione promuovendo nelle scuole progetti di educazione alla legalità e alla diversità.
Ultimo ma altrettanto fondamentale era la nostra proposta di avviare un censimento delle abitazioni e fondi sfitti, che oltre a rappresentare un impegno per la lotta all’evasione fiscale, costituiva un modo per prendere coscienza di molte situazioni di pericolosità.
Il Sindaco ci pare molto più occupato nella sua quotidiana polemica sterile nei confronti della Regione Toscana (che oltretutto finanzia molte delle Opere che proprio lui inaugura) piuttosto che nell'amministrazione del territorio comunale".
Sara D'Ambrosio

sabato 6 ottobre 2012

Cinema Puccini: dopo un anno è già chiuso!


Il cinema di Altopascio, promesso per anni e finalmente divenuto realtà proprio durante l'ultima campagna elettorale, vanta un record di durata tale, da meritarsi un posto nel Guinness dei primati.

A poco più di un anno dalla sua trionfale inaugurazione, le luci si sono già spente e, purtroppo, non sono quelle che annunciano l'inizio del film.
La programmazione si è interrotta da circa tre mesi e per tutti i cinefili altopascesi non resta che spostarsi altrove.

Ed ecco che rientra in ballo la Altopascio Servizi, che da società di comodo creata dall’amministrazione, si sta trasformando in una fonte inesauribile di problemi. Oltre ad aver accumulato svariate migliaia di euro di debiti che dovrà sanare il Comune con i soldi dei cittadini, ci ritroviamo oggi senza una società che si occupi della programmazione cinematografica per la nuova stagione.

Un vero paradosso: la società che dovrebbe indire una gara per assegnare la gestione del cinema, non può farlo perché sta chiudendo. Sembra quasi la trama di un film comico ma invece è la pura realtà e non fa ridere proprio nessuno.

martedì 17 aprile 2012

A proposito di trasparenza politica: "Marchetti non ha ancora presentato il rendiconto delle sue spese elettorali"

Considerati i grandi sacrifici a cui tutti i cittadini sono chiamati in questo periodo, la sobrietà e la trasparenza della politica sono il minimo che si possa pretendere dalla nostra classe dirigente. Invece proprio in questi giorni, dopo il “caso Lusi”, la vicenda della Lega Nord descrive un sistema di gestione di soldi pubblici, che, invece di essere destinati alla promozione delle attività politiche, culturali, ricreative e democratiche del partito, erano diventati il ricco conto corrente della famiglia Bossi. 

In questi momenti di sdegno ed indignazione, però, bisogna saper analizzare il problema a fondo e soprattutto non si deve cadere nel facile tranello del “tanto sono tutti uguali”, un’affermazione tanto cavalcata quanto ingiusta verso chi ogni giorno spende se stesso per la buona politica, rendendo servizio alla propria comunità. 

E infatti non siamo tutti uguali: per quanto riguarda la trasparenza, per esempio,a livello nazionale il Partito Democratico è l’unico partito ad avere bilanci pubblicati e certificati da società esterne; a livello locale Alternativa Democratica ha presentato nei tempi previsti dalla legge il rendiconto delle spese sostenute durante la campagna elettorale del 2011, mentre ad oggi, la lista Marchetti è ancora inadempiente, non essendo ancora pervenuto, a distanza di quasi un anno, il costo complessivo della faraonica campagna elettorale che tutti noi ricordiamo. 

Sottolineiamo che tale resoconto è un obbligo di legge. Siamo certi che si tratti solo di una “banale” dimenticanza. Restiamo in attesa che il sindaco – magari troppo occupato a prendere atto dei quotidiani furti sul territorio comunale – vi ponga rimedio.

martedì 29 novembre 2011

Marchetti e Paluzzi. Cosa lega questi due così fortemente?

Oltre a costare circa Euro 160.000,00, pagati interamente dai cittadini di Altopascio, l’accordo misterioso tra Maurizio Marchetti, sindaco di Altopascio e Massimiliano Paluzzi, capo di gabinetto di Altopascio e assessore di Montecarlo, crea molti disagi al normale svolgimento dei compiti dei consiglieri comunali. Auspichiamo, come tanti Altopascesi, che la Procura della Repubblica di Lucca faccia presto chiarezza su questa evidente anomalia. 

Qui di seguito il comunicato stampa di Alternativa Democratica per Altopascio. 

“Il Sig. Sindaco, nell’articolo apparso sui quotidiani il 26 Novembre, in risposta alla denuncia presentata all’arma dei Carabinieri da Mario Sarti, sostiene che lo stesso Sarti non ha rispettato le regole imposte dal Comune, pretendendo informazioni senza passare prima dal Copogabinetto. Se Mario Sarti in realtà non si è sottomesso a regole illegittime, si può parlare in questo caso di mancanza da parte di Sarti? Il Capogabinetto ricordiamo,  è la persona che è stata assunta dal Comune in piena violazione della legge sul patto di stabilità e che ricopre una carica del tutto inventata in quanto inesistente nello statuto comunale. Tra le altre cose è un personaggio che non lavora a tempo pieno per il comune di Altopascio, infatti ricoprendo anche un altro ruolo per il comune di Montecarlo non è sempre disponibile ed i tempi di attesa si allungano. Secondo noi di Alternativa Democratica quindi, Sarti ha agito nel pieno delle sue funzioni di Consigliere comunale e rispettando le facoltà che gli concede il testo unico. La legge prevede che l’accesso agli atti da parte di un consigliere comunale abbia un percorso privilegiato rispetto ad altri, proprio perchè sta svolgendo il suo ruolo istituzionale. Quindi i vincoli messi dal Comune di Altopascio sono soltanto espedienti necessari al Sindaco affinchè richieste legittime e probabilmente temute, siano boicottate da una serie di cavilli, che se non riescono a negare la possibilità di consultare gli atti, quanto meno riescono a rimandare più possibile tale consultazione. Una delle ultime  fantasiose delibere comunali, stabilisce proprio che sia lo stesso Capogabinetto a vagliare le richieste dei consiglieri. Il Marchetti dovrebbe pensarci due volte prima di dire ad altri di rispettare le norme e le denuncie pendenti sulla sua testa parlano chiaro".